Sei pronto a licenziarti?

Si lo so che è strano ma spesso è proprio così.

Nella mia esperienza ho potuto vedere questo in tantissimi casi. Occorre chiarire che la realtà italiana non aiuta. Non abbiamo grandi multinazionali ma un tessuto di piccole medie imprese che per il 98% sono gestite da famiglie che ne sono anche la proprietà.

Naturalmente non entro nel merito emotivo del possedere la propria azienda ma mi rivolgo solo ai risultati e questi, così come le aziende hanno regole d’acciaio.

Qualche anno fa ho incontrato un imprenditore bolognese

 

Operava nella progettazione e realizzazione nel campo di forniture industriali, nastri trasportatori e impianti speciali.

Una bella realtà, consolidata anche se partita da pochi anni. I fatturati erano discreti per il settore ed in linea con l’anzianità dell’azienda.

Quando incontrati il titolare, un omone sulla quarantina che gestiva l’azienda con la sorella, la prima cosa che percepii era la sua stanchezza. Fratello e sorella avevano da poco aperto un’altra azienda di imballaggi che richiedeva la sua presenza in fase di start up.

“Non riesco a gestire entrambe le aziende e adesso entrambe stanno soffrendo” mi disse.

“Lasci gestire l’azienda a sua sorella e lei si dedichi alla nuova.” Risposi.

La sorella non era una imprenditrice; pur essendo socia al 50% si occupava solo della contabilità. Mi disse subito che non si sentiva preparata e chiesi se era questo il motivo per il quale ero stato contattato.

Chiunque può fare l’imprenditore con l’adeguata preparazione. Lasciare le aziende ad una gestione così è un rischio ed un costo aziendale che spesso è percepito ma non temuto come dovrebbe. Negli anni ho conosciuto colossi crollare per motivi analoghi.

“No, non c’è alternativa, devo gestirle entrambe e non so come fare” mi disse.
“Lei non cresce per colpa del proprietario!” era lui “lei deve fare l’imprenditore e basta”.

Non capiva cosa volessi dirgli. Aveva bisogno di un buon direttore generale che gestisse per lui la sua prima azienda. Ricordo come mi guardò; la cosa era totalmente estranea al suo modo di concepire l’azienda.

“Non se ne parla” mi disse.
Chiesi: “E se la persona che gestisse la sua azienda fosse più brava di lei? Lei avrebbe un aumento dei fatturati e la nuova azienda decollerebbe”.

Ogni imprenditore si considera giustamente come il capitano della sua nave. Il “miglior capitano”; l’ego fa parte dell’uomo del resto ma i risultati non si interessano dell’ego. Talvolta togliergli il timone è come ucciderlo ed ecco perché gli interventi più delicati, oltre alle fusioni, di cui mi occupo sono i “passaggi generazionali”.

La confusione nasce dall’essere anche l’armatore della nave. Ma se possiedi due come fai a farle navigare entrambe? E se il capitano che trovi sul mercato fosse più bravo di te? I grandi imprenditori possiedono tante “navi” e le fanno timonare a persone preparate. Si chiamano leader e si trovano o si formano anche se ci vuole tempo.

Mi disse: “non so se riuscirei a fidarmi”
Risposi: “a me la farebbe gestire?”
“A lei si; lei è preparato”.
“In giro ci sono molte persone preparate ma lei è preparato a cedere il timone?”

Poche sono le cose per evitare perché il tuo essere proprietario imprigioni la tua crescita:

 

1. Accetta che a ogni nave occorre un pilota altrimenti non navigherai mai seriamente. Sposta la tua mentalità come dico sempre da “Capitano” a “Ammiraglio”. Se non lo fai metti in rischio entrambe le attività: meglio restare con una sola nave.

2. Comprendi e trova un leader bravo almeno quanto te nella gestione ma meglio se lo è di più: si può formare. In ogni caso se sei un imprenditore sei più propenso alla creazione che alla gestione. Se hai voluto una seconda nave ci sarà un motivo no?

3. Decidi ed assegna la rotta al tuo capitano. Verifica con lui i risultati.

4.Se hai trovato un buon capitano tienilo stretto.

Per esperienza so che il blocco emotivo è quando qualcuno guida la tua auto.

 

In pochi mesi risolvemmo la cosa. Naturalmente l’imprenditore una volta capito che l’azienda era in buone mani si buttò nel suo nuovo giocattolo. Entrambi i fatturati sono aumentati sensibilmente perché ora l’azienda storica aveva una persona dedicata e l’altra un’evidente energia.

Mi chiese: “com’è possibile che sia riuscito a mettere la mia azienda nelle mani di un’altra persona ed a esserne felice e sollevato?”
Risposi: “Perché ha svolto bene il suo essere proprietario, trovando il meglio per l’azienda”.

Ecco perché sei un buon proprietario cresci molto di più!